27 maggio 2013

Due giorni dopo aver scritto questa poesia la piccola Nadia, insieme alla sorellina di cinquanta giorni, la madre e il padre se ne sono andati per sempre, vittime della mafia. Erano le 1,04 di notte: una bomba in via dei Georgofili ha cancellato le loro vite. L’esplosione la sento ancora, così come le sirene che hanno rotto la notte e il dolore, inimmaginabile.
Poco meno di un mese fa ho parlato con la nonna delle due bambine, ho imparato dai suoi occhi: il dolore non uccide, lo si vede nella velatura triste dell’espressione e lo si porta dentro come un macigno che sembra far elevare, chi lo sopporta, sempre più in alto.
Un abbraccio

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